Abbiamo intervistato Alessandra Guigoni, antropologa culturale, dottore di ricerca e cultore della materia presso l’Università di Cagliari; lavora come ricercatrice e formatrice. Si occupa di antropologia del cibo, sviluppo rurale, agrobiodiversità e patrimoni agroalimentari. Ha all’attivo una sessantina di pubblicazioni scientifiche tra cui il saggio Antropologia del mangiare e del bere (2009) e dirige la collana editoriale Ciborama, collaborando spesso con testate ed emittenti radiotelevisive locali e nazionali. È columnist per la rivista di Expo2015.

 

  • Attraverso le immagini, i social, gli show di cucina in tv, le ricette su youtube, tutti raccontano il cibo con un fine pubblicitario. Quale dovrebbe essere il giusto modo di raccontare il cibo per valorizzarne l’utilizzo e il consumo?

Abbiamo perso il contatto con la realtà del cibo, a mio parere. Più si parla di cibo meno si conosce. Più si parla di ricette, si guardano programmi di cucina e si adorano i reality con/su chef e meno si cucina. Il cibo sta diventando pornografia: consumo passivo, senza sentimento, senza vera passione, senza conoscenza. Il modo giusto? Abbinare la conoscenza del cibo, l’etica del cibo al cibo stesso. Tempo fa ho avuto una discussione con una signora che schifava il caglio di capretto, una specialità gastronomica antica sarda (e non solo sarda); ignorava che nella preistoria proprio grazie all’osservazione delle proprietà dell’abomaso di alcuni ruminanti lattanti (capretti, agnelli, vitelli) è avvenuta una delle innovazioni gastronomiche più importanti e rivoluzionarie: la nascita dei formaggi. E gli esempi potrebbero continuare… la pubblicità infatti ci mostra un cibo da laboratorio, freddo e asettico, mentre il cibo si fa con fatica, sudore, e tanto letame naturale, se è buono. Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori. La comunicazione deve far riscoprire questo o sarà la fine per il genere umano, fine intesa come consapevolezza dell’origine del cibo, e quindi origine del mondo. Apocalisse significa ignoranza.

 

  • La storia del cibo è la storia dell’umanità, come è cambiato il modo di mangiare negli ultimi 30 anni?

Tantissimo. Siamo consumatori non più produttori. Si produce in casa sempre meno. Si sa fare sempre meno. Perché i libri di ricette sono più letti della Bibbia? Perché la gente ha bisogno di credere, di credere di saper cucinare. In realtà ci si aggrappa a delle false verità, a delle credenze superficiali, alle fake news.

 

  • In Sardegna ogni comune ha le sue sagre e gli eventi legati al cibo si moltiplicano, grazie anche al grande interesse di pubblico, ma secondo te la valorizzazione dei prodotti locali come andrebbe riprogrammata affinché l’utilizzo dei fondi pubblici e degli investimenti privati permetta alle aziende di vendere non solo in Sardegna?

Gli eventi legati al vino e al cibo devono essere visti e programmati in un’ottica sistematica, olistica. Spesso perdiamo di vista il quadro generale: che siamo su di un’isola e quindi le persone per venire a degustare i nostri vini, a visitare un caseificio, per mangiare in trattoria o fare pescaturismo devono attraversare il mare. Non si può decidere di trascorrere “un pomeriggio in Sardegna”, come succede in continente a chi decide di andare a Milano o a Roma o al mare o in montagna, noi abbiamo il mare di mezzo. Ci vogliono voli e spostamenti realmente low cost, comodi, ben pubblicizzati, abbinati a soggiorni a buoni prezzi in ambienti confortevoli con pacchetti di food&wine experience abbordabili, interessanti, bene organizzate. Come minimo chi viene a trovarci trascorre una notte da noi. Bisogna essere competitivi, efficaci ed efficienti. E occorre una mobilità interna smart, veloce, economica. Siamo un milione e seicentomila anime. Ce la meritiamo. Anche il turismo interno potrebbe essere implementato ma non con queste strade e questa ferrovia: non è ammissibile che servano 3 ore per raggiungere Sassari da Cagliari o viceversa.

 

  • Il cibo in Sardegna è anche ospitalità, come vedi la situazione della nostra Isola in termini di offerta turistica legata al cibo?

C’è una potenzialità pazzesca secondo me. Cibi straordinari, artigiani straordinari, saperi straordinari. Una cultura enogastronomica di prim’ordine, seducente, attraente. I cibi sardi hanno un’alta reputazione si sa. Ma poi spesso non si sa come e dove acquistarli. Siamo carenti nell’organizzazione della parte commerciale.Qualcosa si muove, io sono sempre ottimista.

  • Cosa bolle in pentola nel 2020 di Alessandra Guigoni?

La mia agenda fortunatamente ha alcune belle date già cerchiate, un po’ in tutta l’Isola. Eventi, lezioni, presentazioni, convegni. Non ho intenzione di andare fuori dalla Sardegna a lavorare, anche se mi hanno proposto due piccoli progetti oltre mare. Mi piace stare in quella che considero la mia terra d’adozione e continuare a fare qui ciò che mi interessa.

Nel 2020 mi dedicherò a continuare a far conoscere Cibo identitario della Sardegna, il libro voluto ed edito da ISRE di Nuoro, con 350 ricette, alcune delle quali del Settecento e Ottocento, e il saggio Foodie con la valigia il turismo enogastronomico in Italia, scritto con altri 12 colleghi, entrambi pubblicati nel 2019. Vorrei che questi due libri avessero la fortuna che meritano, non tanto per me quanto per tutti coloro che hanno collaborato e la filosofia sottesa. Cibo identitario della Sardegna tenta, spero con successo, di dare un quadro della cultura gastronomica isolana, forse mai tentato prima, se penso alla ricerca storica ed etnografica che c’è dietro. Ci sono ampi spazi di miglioramento, ma è un punto di partenza da non sottovalutare. Foodie con la valigia è una seria ricerca sullo stato dell’arte del turismo enogastronomico in Italia con contributi di economisti, sociologi ed antropologi di tutto il paese. Tutti colleghi stimatissimi. Non la solita fuffa o solfa sulle potenzialità del turismo food&wine ma serie riflessioni, dati, cifre e casi di studio. Una pietra miliare, ma si legge sempre meno e rischia di rimanere confinato sulle scrivanie degli specialisti del settore. Sarebbe un peccato.

 

 

 

 

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