Abbiamo intervistato Federica Buccoli, la più celebre foodblogger sarda, che attraverso il suo blog e le pagine social riesce a raccontare il cibo, ricette, ingredienti con stile ed emozione.

 

Rompiamo il ghiaccio con una domanda spontanea: quanta fame bisogna avere per seguire i tuoi canali social e tutto il ben di Dio che prepari? E chi le mangia?

In realtà credo che per seguire la mia pagina, il mio blog e soprattutto me più che fame bisogna amare realmente la cucina in tutte le sue sfumature. In un panorama social di food porn abbastanza discutibile cerco di proporre ricette tradizionali che si vedono meno su Instagram e che per essere apprezzate necessitano di una cultura alimentare del lettore. Quel che cucino sono i miei pasti, si mangiano ovviamente in famiglia. Il mio target sono persone che amano cucinare, che legano il cibo ai ricordi. Nella mia pagina il cibo è uno strumento che utilizzo per comunicare attraverso la musica e i miei video che sono tutto tranne che video ricette classiche: sono storie di emozioni e ricordi dove mostro anche Cagliari, soprattutto Castello il quartiere storico dove vivo.

Com’è nata la passione per il cibo?

È nata per curiosità, voglia di provare qualcosa di nuovo. Ho iniziato a dodici anni quando i social non esistevano e non andava di moda cucinare. Sono sempre stata attratta dall’atmosfera magica che si crea dentro una cucina : chiacchiere, racconti di famiglia tra un impasto e una mestolata nella pentola. Per questo fin da bambina amavo le ricette lunghe ed elaborate, scartando qualsiasi ricetta da fare in 5 minuti. Osservavo sempre mia nonna e molte delle mie ricette sono proprio
ispirate a lei e al profumo della sua cucina, tanto semplice quanto unica. Col tempo ho affinato la tecnica, ho imparato alcune basi della cucina grazie anche agli insegnamenti del mio compagno Filippo chef e ristoratore. Poi mi sono innamorata dei lievitati e per anni ho sperimentato da autodidatta tanto impasti, diventando un punto di riferimento per i miei lettori proprio per la pizza.

Chi ti segue non ha solo fame ma cerca qualcosa di buono, come scegli i prodotti e le ricette che
racconti?

Gli ingredienti che utilizzo sono preferibilmente di stagione, li compro sia al mercato che al market piccolo in centro vicino a casa. La pasta è sempre artigianale se non preparata da me ad hoc per la ricetta, per i lievitati utilizzo anche farine di grani antichi da mixare con farine bio di qualità, provenienti da nord e sud italia. Tutte le ricetta nascono da sensazioni che provo ascoltando una musica o guardando un film. La fase embrionale consiste nell’analisi della canzone che mi ha colpito o dalla scena di un film, da lì penso a come cucinare, impiattare, alla gestualità che poi sarà in primo piano nei video. Un piccolo esempio, per una ricetta sarda a base di Lorighittas tempo fa ho utilizzato una canzone turca molto intensa a livello emotivo come colonna sonora del video, utilizzando riprese e colori che potessero coinvolgere di più lo spettatore. La cucina è tutta una questione di emozioni e ricordi.

Con il tuo blog http://mambokitchen.blogspot.com/ e i tuoi canali social hai creato una professione, tra la divulgatrice e l’influencer: la food blogger. Come hai raggiunto questo risultato e così tanta attenzione da parte dei tuoi follower?

Inizialmente instagram era una piattaforma meno affollata, diciamo che emergere e distinguersi era più semplice, in un contesto iniziale di scimmiottature di piatti stellati io proponevo una cucina tradizionale, apparentemente semplice, mostrando anche panini per strada, tra le vie di Castello o con il panorama della mia terrazza. Con il tempo mi sono evoluta, dando priorità al fatto a mano, alle ricette meno pubblicate sui blog e sui social. Oggi di blogger è saturo il mercato, soprattutto di persone che si dichiarano tali senza manco avere un blog, ma una semplice gallery di repost. Curare in modo professionale un blog è un lavoro complesso che necessita di tempo e pazienza, ogni mia ricetta viene testata diverse volte, a volte anche per mesi, per poter spiegare in modo preciso ogni singola fase del procedimento. I followers e lettori del blog sono attirati moltissimo sia dalla proposta differente sia dal mio modo di comunicare attraverso immagini curate e musica sempre studiata ad hoc. Il mio target oltre ad amare la cucina di qualità è appassionato di  arte, cinema e musica che ritrova poi nei miei social, una delle tante richieste è ad esempio che io faccia una mia playlist su spotify, ormai collegano un certo tipo di musica alla mia cucina.

Oltre ai fornelli della tua cucina a Castello quali attività svolgi per arricchire la tua passione? Ti vediamo in viaggio sia in Sardegna che in altre parti d’Italia e del mondo.

I viaggi hanno sempre fatto parte della pagina, inizialmente fatti in privato durante le mie vacanze con il mio compagno e poi per lavoro. Possono essere dei tour organizzati dai vari enti del turismo italiani o di altre nazioni, tutti costruiti per valorizzare il loro territorio attraverso la comunicazione che facciamo noi blogger/Influencer. Ognuno di noi, parlo di chi realmente lo fa per professione, ha un proprio stile, ed è bello che lo stesso territorio sia mostrato in modo diverso. Un viaggio interessante che ho fatto in veste di blogger giudice è stato a Montrèal per un concorso di pasta, ho conosciuto realtà meravigliose.

Cosa bolle in pentola nel 2020 di Federica Buccoli?

Proprio in questo periodo è in fase di ristrutturazione la nuova cucina che sarà la mia base operativa dove poter fare shooting fotografici e video. Ho diversi progetti legati a questa nuova sede tra cui corsi e cene privati, da sempre richiestissimi dai miei followers. Spero d’avere il tempo anche per aprire il nuovo canale su YouTube che avevo rimandato un anno fa, aspettando d’avere una cucina adatta alle riprese. In questo momento sto cercando di creare iniziative per poter fidelizzare ancora di più tutti i lettori e followers che mi seguono da anni, è molto importante curare i rapporti in modo umano e familiare nonostante siano virtuali, fa la differenza tra te e gli altri.

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