Domenico Sanna, nato e cresciuto a Villamar in piena Marmilla, studia filosofia e si laurea con una tesi su l’Utopia di Tomaso Moro. Lavora da prima nel campo della formazione per poi iscriversi al primo corso dell’Accademia Casa Puddu. Rimane per sei anni a S’apposentu a Siddi occupandosi di sala ed eventi. Dal 2017 si divide tra Accademia Casa Puddu seguendo il progetto Sa Scolla e la Cantina Su’entu come responsabile dell’accoglienza e gli eventi.

  • Come il mondo della ristorazione sarda sta affrontando l’emergenza coronavirus tra chiusura totale e possibilità di consegne a domicilio?

Dopo un’iniziale chiusura quasi totale delle attività, piano piano molti stanno riaprendo organizzandosi con il delivery. E’ un segnale positivo che dimostra la voglia di ripartire.

  • A Sa Scolla come state affrontando queste settimane e insieme a voi quali altre attività a te legate soffrono con voi questa fase? Penso ad esempio ai fornitori del territorio

A Cagliari siamo aperti durante il weekend ed effettuiamo le consegne a domicilio in città e nell’area metropolitana di pizza e pane. Mentre a Baradili purtroppo in questo momento siamo chiusi, è difficile organizzare in Marmilla un servizio di delivery.

  • A proposito di territorio, questa emergenza ha “bruciato” la stagionalità di alcuni prodotti e ricette, avresti qualche consiglio per utilizzare i prodotti di stagione in casa?

Fortunatamente la gente ha reagito al distanziamento sociale, dedicandosi con passione alla cucina. Il consiglio che mi sento di dare è quello di utilizzare ingredienti locali e poveri, guardando al nostro territorio.

  • Con l’emergenza sembra compromessa la stagione turistica, avresti qualche idea per il settore dell’ospitalità in Sardegna, non solo per la possibile riapertura ma anche per colmare alcuni limiti storici?

Dobbiamo dare noi stessi dei piccoli gesti, senza aspettare che venga qualcuno a salvarci, goderci la nostra Isola, sostenere la nostra economia spendendo, godendocela senza aspettare che riprendano le offerte della prima compagnia low cost per andare in vacanza all’estero. Per il secondo tema mi sentirei di dire che forse questa è l’occasione per ripensare il settore e renderlo dalle radici, lavorando in maniera seria sulla destagonalizzazione.

  • Ti chiederei cosa bolle in pentola nel 2020 di Domenico Sanna ma in assenza di certezze anticipaci qualcosa sui progetti futuri

Penso che per il 2020 la vera sfida sia quella di rimboccarci le maniche per far ripartire il mondo della ristorazione, ripensare a un sistema più etico, che guardi a cosa ci circonda e alle conseguenze che si possono generare. Quello che è successo e che in questi giorni il mondo intero sta vivendo dovrebbe farci riflettere.

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